CI LASCIA EZIO BOSSO MA NON LA SUA MUSICA

Non un Inno, ma un Canto: il Canto degli italiani. Nato da un’amicizia e da un sogno. EZIO BOSSO

EZIO BOSSO-EXIT, RUN 44

Stamani si è spento a Torino Ezio Bosso. Aveva 48 anni. Proprio qualche settimana fa gli dedicavo qui, nel mio blog, alcune pagine che narravano di Ezio Bosso. Stamani mi spiace col cuore doverne dichiarare LA MORTE di questo angelo attaccato a un filo, BOSSO, che è stato un direttore d’ orchestra, compositore e musicista.
BOSSO, UNA PERDITA ENORME per tutto il paese, una bella persona dal punto di vista umano e da quello professionale, artistico, pianistico. Esattamente nell’articolo precedente parlai di questo peggioramento neuro degenerativo della sua malattia che non gli consentii più di suonare ma dirigere l’ orchestra ancora.
Come dicevamo anche prima, Bosso cominciò molto precocemente e a 16 anni esordisce come solista in Francia, incomincia a girare le orchestre Europee. E’ l ‘incontro con Ludwig Streicher che segna la svolta della sua carriera artistica, indirizzandolo a studiare Composizione e Direzione d’Orchestra all’Accademia di Vienna.


Nel 2011, subisce un intervento per l’ asportazione di una neoplasia e viene anche colpito da una sindrome autoimmune . Successivamente il peggioramento nel
2019 che lo portò a non poter più svolgere l’ attività di pianista. Poteva solo dirigere
le orchestre, avendo le mani gravemente compromesse.
Oggi è un triste giorno per la cultura italiana. Dalla primavera del 2017 Bosso era testimone e ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart 14, eredità ufficiale di principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, portati avanti dalla figlia Alessandra. In passato si attivò per l’ introduzione della musica fin dalla scuola elementare.
Così parlava in un’ intervista al Corriere di Bologna: “Bisognerebbe portare i bambini ad ascoltare la musica. Lasciare che lo stupore si impossessi di loro. Questa, secondo me, è la vera magia. Non costringerli a cantare e a ballare solo per il piacere della zia di turno. Può diventare, proprio per questo motivo, una prima educazione al suono. L’ unico problema è che se dovessi decidere io, fare iniziare lo studio alle elementari se non già all’asilo. Alle medie è tardi.
Per Ezio Bosso era necessario ” presentare gli strumenti a scuola. Far scoprire ai bambini con la descrizione di un musicista cos’è, per esempio, un CONTROFAGOTTO. Quasi nessuno sa come è fatto e come emette musica un controfagotto.
Quella che ora mi sovviene di Bosso è una delle sue interpretazioni più affascinanti e commoventi ” LA SONATA AL CHIARO DI LUNA ” di Ludwig van Beethoven: l’ultima volta che l’ ho visto in una trasmissione di Paolo Bonolis,in cui eseguiva questo brano, alla fine lunghissimi applausi e tanta commozione sino alla standing ovation. Un buco nell’ anima, dolcemente colpita. Addio Bosso, ci restano ora le tue sonate, per i momenti in bianco e nero, per quelli a colori, per quando avremo voglia delle tue interpretazioni più affascinanti e commoventi…allora si, che sapremo dove andare a prenderli! Le lacrime sono trapezzietti ai larghi delle labbra, ci sarai per sempre.Le braccia allargano teatri,la musica sovrasta, il nulla è nulla,il tantissimo non è mai tanto, la musica non basta imperante nel tempio del mai!

EZIO BOSSO- TANGO TRISTE



















































Pubblicato da milly

Psicologa clinica, amante musica italiana e rock and blues, arte,letteratura, viaggi. Personalità intimista e dolcemente nostalgica.

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