25 Aprile per non dimenticare

per mantenere la memoria per i nostri nonni, i nostri padri, i nostri fgli e per tutti quelli che sono morti per una Italia Costituente e Repubblica e democratica

Bella Ciao
Manu Chao – Bella Ciao
Il mondo Canta Bella Ciao

Ci sono nella storia della nostra Italia uscita dalla guerra molti personaggi che con il loro sforzo, la loro dedizione, il loro coraggio e la loro vita hanno hanno permesso la costruzione della nostra Democrazia e di questa Italia.
Queste persone ci hanno dato molto e molto abbiamo imparato dai loro discorsi e dai loro racconti fatti di parole, sensazioni, dolorose immagini e speranze di un futuro migliore. Sono i nostri nonni, i nostri padri, che tutti insieme hanno contribuito a scacciare il razzismo, il fascimo, l’intolleranza, la violenza, e quindi a FARE LA NOSTRA STORIA CHE NESSUNO POTRA’ CANCELLARE.
Ed oggi abbiamo per nostra fortuna in eredità molte persone negli ambiti più disparati della vita italiana che ci ricordano da dove siamo venuti.

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Non dobbiamo dimenticare e dobbiamo rendere vivo il ricordo riportandolo alle contingenze di oggi, in cui rimangono le ingiustizie, i razzismi, gli egoismi. Ma noi abbiamo in essere le forze per reagire, insieme tutti.

Ma non dobbiamo dimenticare le leggi razziali del fascismo e del nazismo, gli omicidi perpetrati dal regime fascista, le deportazioni e non dobbiamo dimenticare la fuga ed il tradimento di colui che si è reso responsabile delle atrocità in Italia insieme ai nazisti.

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire partecipare. Chi vive veramente non può non essere cittadino partecipe. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

Ed ancora immagini memorabili della crudeltà Nazifascista immortalate in momenti di cinema italiano, del neorealismo italiano che ci hanno mostrato la realtà delle cose raccontando la Storia ed i Fatti.

Roma Città aperta – uccisione di Pina
Roma Città aperta – morte di luigi
Roma Città aperta – fucilazione di Don Pietro

Dobbiamo essere orgogliosi di come siamo stati e in una commemorazione che non deve essere di facciata ma sostanziale per darci il denso di quello che siamo ed il senso del nostro futuro.

Pasolini rievoca la Resistenza e ci dà un immagine del 25 Aprile.

Dalla raccolta “La religione del mio tempo” alcune strofe della poesia “La Resistenza e la sua luce” in cui Pasolini rievoca i giorni friulani della guerra, la sua storia di “perseguitato”,  la scelta del fratello partigiano Guido, tragicamente ucciso, lo slancio di speranza che animò l’Italia antifascista in lotta e poi, nel primo dopoguerra, ne guidò l’impegno democratico. Quasi un vorticoso zoom sulla storia italiana, in cui la vicenda personale del poeta si intreccia a quella collettiva di tutto un popolo resistente e che nel testo trova nell’immagine ripetuta della “pura luce” l’equivalente adatto a esprimere  l’ansia di giustizia e di libertà di un esaltante momento storico, prima che tutta quella luce non si rivelasse altro che “un sogno / ingiustificato, inoggettivo, fonte / ora di solitarie, vergognose lacrime”

Pier Paolo Pasolini - Wikipedia

Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l’Europa tremò nella più morta vigilia.
…..

……………………………

Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce ….


Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un’alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l’alba nascente fu una luce
fuori dall’eternità dello stile …
Nella storia la giustizia fu coscienza
d’una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.

PIER PAOLO PASOLINI

E questi nostri eroi umani, Pertini, Lussu, Parri, Terracini, Calamandrei e altri che fecero la nostra Costituzione facevano parte dei partigiani per la liberazione d’Italia che erano di ogni parte politica, partigiani cattolici, partigiani liberali, partigiani anarchici, partigiani socialisti, partigiani comunisti; tutti uniti insieme hanno dato vita ad una Costituzione tra le più avanzate ed illuminate del mondo.


Per tutto questo il 25 Aprile deve essere un momento comunitario ideale per unirci tutti in una univa voce per mantenere la libertà e la democrazia.

E deve servirci anche a ricordare per quanti anni dopo la fine della guerra siamo stati emigranti dovunque nel mondo, e spesso respinti ed umiliati: Germania, Stati Uniti tra tutti. E per quanto tempo abbiamo subito in questi stati umiliazioni, razzismo e segregazione.

Camilleri sul 25 Aprile

E la nostra storia di liberazione è anche fatta di letteratura e poesia e pittura oltre che di battaglie e morti. Voglio ricordare alcuni dei nostri più grandi scrittori che hanno ricordato dandoci emozioni questa liberazione del popolo: Quasimodo, Pavese, Bassani, Levi, Fortini, ed anche Ungaretti (!) e padre Turoldo. Ed anche una poesia in particolare come prima testimonianza, di Calamandrei un padre della nostra costituzione.

Poesia sul 25 aprile di Piero Calamandrei - Il Monumento
Piero Calamdrei
Epigrafe per i caduti di Marzabotto di Salvatore Quasimodo
di Salvatore Quasimodo – Sulla strage di Marzabotto




E ricordiamo Padre Turoldo che diceva in una intervista a Stajano “Fu davanti a quei corpi martoriati, a quei brandelli di carne che si disfaceva, a quei volti, a quella rabbia, che cominciai a respirare resistenza“.

L'orrore di Piazzale Loreto e il (giusto) prezzo che i nazi ...
La strage di piazzale loreto di partigiani da parte dei fasciti

E purtroppo dobbiamo ricordare la STRAGE DI PIAZZALE LORETO A MILANO; una ferita indelebile.

Il10 agosto 1944, con la fucilazione di quindici partigiani sul marciapiede tra viale Andrea Doria e corso Buenos Aires, e la successiva esposizione dei loro corpi da parte del gruppo Oberdan della legione “Ettore Muti” su ordine del capitano della Gestapo Theodor Saevecke ha portato un raccapricciante risvolto della battaglia per la liberazione dell’Italia.
Le 15 vittime furono Umberto Fogagnolo, Domenico Fiorani, Vitale Vertemati, Giulio Casiraghi, Tullio Galimberti, Eraldo Soncini, Andrea Esposito, Andrea Ragni, Libero Temolo, Emidio Mastrodomenico, Salvatore Principato, Renzo Del Riccio, Angelo Poletti, Vittorio Gasparini, Gian Antonio Bravin.

Questo tragico giorno portò alle conseguenze che conosciamo con i successivi eventi a Piazzale Loreto.

Insieme al 25 Aprile e con i sui martiri e le sue battaglie di liberazione dal dominio fascista e nazista dobbiamo ricordare anche i morti della immigrazione; anche questi morti fanno parte della narrazione della liberazione dai domini e dalle guerre che anche il 25 aprile deve rappresentare. Vale, come mostrato nei filmati all’inizio di questo articolo su bella ciao, la visione di tutte le lingue in cui è cantato il brano che ormai rappresenta in tutto il mondo una istanza di liberazione e di lotta alla oppressione.

Per questo voglio ricordare una toccante preghiera di Erri De Luca che riporto qui di seguito anche con un filmato dello stesso Erri:

Mare nostro che non sei nei cieli      
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada
sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro che non sei nei cieli
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute 
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire

ERRI DE LUCA
La mia preghiera laica – ERRI DE LUCA

E questo per ricordare le nostre emigrazioni per un futuro migliore verso nazioni dove trovare lavoro; emigrati veneti, lombardi, liguri ed anche calabresi, siciliani …

Tutto questo è 25 Aprile. Memoria, Presente, Cultura, Politica, Liberazione, Resistenza, tutto per ricordarsi di essere Uomini e Donne Liberi.

E forse una sintesi dal canto popolare di Pasolini ultima strofa:

……….
Nella tua incoscienza è la coscienza
che in te la storia vuole, questa storia
il cui Uomo non ha più che la violenza
delle memorie, non la libera memoria…
E ormai, forse, altra scelta non ha
che dare alla sua ansia di giustizia
la forza della tua felicità,
e alla luce di un tempo che inizia
la luce di chi è ciò che non sa.

Pier Paolo Pasolini

ci ricorda come l’Uomo possa vincere.

Di seguito una piccola filastrocca che racconta brevemente una storia:

Filastrocca – Rocco Rosignoli

E quindi ricordiamoci che questa libertà conquistata con tanti morti è la libertà di tutti noi.

Paul Eluard – Libertà

Buon 25 aprile a tutti!!

Pubblicato da milly

Psicologa clinica, amante musica italiana e rock and blues, arte,letteratura, viaggi. Personalità intimista e dolcemente nostalgica.

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