LA NOSTALGIA E’ ANCORA QUELLA DI UN TEMPO?

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Un libro uscito nel 1976 si intitolava: “La nostalgia non è più quella di un tempo” dell’indimenticabile attrice francese Simone Signoret.

Titolo ambiguo, che se da un lato alludeva alla negazione di ciò che era stato, dall’ altro sembrava rammaricarsi della perdita di una delle capacità più tipiche dell’ uomo, quella di rievocare il passato che, proprio perché passato, tende a tingersi di paradiso perduto.

Io credo, invece, che la nostalgia sia una delle armi più potenti contro il passare del tempo, contro l’espropriazione del nostro passato a cui attende l’incalzare degli anni.

Purché di nostalgia si tratti e non di rimpianto, di rammarico, di mortificazione; della capacità cioè di rievocare con lentezza e dolcezza stati d’animo ed eventi centrali della nostra esistenza, senza annegarvi dentro, ma restando ancorati al proprio presente.

Vado al cinema con una vecchia amica in un piovoso pomeriggio domenicale di qualche anno fà, scegliendo accuratamente un film rilassante francese di cui ora non ricordo il titolo.. All’uscita, la mia amica, viene presa da sconforto,sofferenza interiore per la trama travagliata del film.

E’ un incantesimo che aiuta a tenere ben saldo nelle mani il filo delle nostre vite, dando significato a ciò che veramente ci appartiene, al di là del mutevole scorrere degli avvenimenti. Commentiamo la pellicola, che peraltro poco si prestava ad approfondimenti di sorta, lei mi esclama “Che nostalgia dell’amore!”. La guardo con un misto di sorpresa, poi il discorso continua su altri binari, ma resta tra noi una sorta di affettuosa complicità nel ricordo di sensazioni ormai negate, ma non per questo scomparse.

Ecco, credo che la nostalgia sia quella che impedisce al tempo di espropriarti del tuo passato, al rimpianto di ferirti; una sorta di stato di grazia che non ti priva dei ricordi ma li depura dal tarlo degli avvenimenti.

Forse, arrivo a pensare, è una strategia che dovrebbe essere insegnata ai vecchi, oltre a tutti gli accorgimenti di cui ormai la psicologia della terza età si è impadronita, che vanno dagli esercizi per mantenere in funzione il cervello alla ricerca di situazioni conviviali in cui continuare ad esercitare un certo ruolo.

E mi vengono in mente le parole di Norberto Bobbio nel suo “De Senectute”: “Ogni volta, ogni gesto, ogni parola, ogni più lontano canto ritrovati, che sembravano perduti, aiutano a sopravvivere”.

Pubblicato da milly

Psicologa clinica, amante musica italiana e rock and blues, arte,letteratura, viaggi. Personalità intimista e dolcemente nostalgica.

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