Emozioni da digerire

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“Quella notizia per me è stato un vero colpo allo stomaco”, “Quando l’ ho visto si è fermata la digestione”. Espressioni del genere farebbero supporre un legame stretto tra umore e processi digestivi. Parrebbe di si, secondo un’ equipe di studiosi inglesi del Wycombe General Hospital di Bucks. Il gruppo di ricerca ha selezionato un gruppo di pazienti affetti da disturbi ansiosi o depressivi ed ha misurato la velocità con cui avevano luogo i loro processi digestivi.

I dati così raccolti sono stati poi confrontati con quelli relativi a soggetti psichicamente normali.

Nei soggetti del gruppo di controllo la digestione durava nel suo complesso 42 ore. Molto più rapidi erano i soggetti ansiosi, ai quali erano sufficienti solo 14 ore, mentre ai soggetti che soffrivano di depressione servivano 49 ore.

Inoltre, tanto più grave era la forma depressiva diagnosticata, tanto più pigramente lavoravano stomaco e intestino. Questi dati confermano l’ intensa interazione tra il cervello e quel “ secondo cervello” che ciascuno di noi ha nel proprio ventre. Negli ultimi anni si è scoperto che tra i due ci sono sorprendenti somiglianze. Entrambi, infatti, impiegano per lo scambio di informazioni i medesimi neurotrasmettitori, e cioè la serotonina, il glutammato e la dopamina; producono numerosi oppiacei corporei tra i quali la benzodiazepina, una molecola che viene ormai da molto tempo sintetizzata chimicamente e commercializzata come tranquillante, possiedono uno schermo che li protegge dalle sostanze nocive che affluiscono col sangue.

La comunicazione tra i due “cervelli” è assicurata dal nervo vago, che si diparte dalla testa per poi ramificarsi nello stomaco.

Probabilmente l’ ansia elicita stimoli nervosi che vengono trasmessi attraverso il nervo vago, così che nello stomaco finisce per immettersi una maggior quantità di serotonina. Questo neurotrasmettitore stimola i movimenti digestivi dell’ intestino, il che rende ragione della frenetica digestione che caratterizza i soggetti ansiosi.

I farmaci antidepressivi possono produrre spiacevoli effetti collaterali nel sistema gastrointestinale. Per esempio, circa il 25% dei pazienti cui viene regolarmente somministrato il Prozac accusa sintomi quali nausea, diarrea e stipsi.

La fluoxetina, principio attivo contenuto nel Prozac, interferisce infatti col metabolismo della serotonina, che si trova in gran profusione nel “ cervello ventrale”.

In esperimenti condotti su cavie animali, i ricercatori inglesi hanno scoperto che la natura degli effetti collaterali dipende dal dosaggio: in piccole concentrazioni la fluoxetina stimola i processi digestivi, in dosi elevate provoca costipazione. Poiché questa sostanza produce, inoltre, un’ iperstimolazione dei nervi sensori, si possono verificare anche fenomeni di nausea.

Ecco perché parliamo appunto di……”emozioni da digerire”!!!!!

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Pubblicato da milly

Psicologa clinica, amante musica italiana e rock and blues, arte,letteratura, viaggi. Personalità intimista e dolcemente nostalgica.

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